Nel nostro dojo si seguono gli insegnamenti del Maestro Tada Hiroshi, IX dan, Direttore Didattico Aikikai Italia e allievo di O'Sensei Ueshiba Morihei.

martedì 6 dicembre 2011

La parola al Maestro Ruta

Creare un sè che non si contrappone

Il cammino spirituale si può riassumere, in ultima analisi, come la ricerca dell'Unità.
In termini cristiani questo viene tradotto come “amare Dio con tutto il proprio cuore” arrivando a sentire, come affermò Gesù, che “Io e il Padre mio siamo uno”. 
Spesso si usano altre espressioni come “diventare uno con l'Universo”, illuminarsi, raggiungere il samadhi...
Se osserviamo il mondo in cui viviamo, vediamo che si tratta di un mondo polare fatto di contrasti, di chiaroscuri, di alternative escludentesi reciprocamente, di continue lotte, di scelte tra questo o quello.
Qui regna la polarità, la divisione, l'io e il te, l'esterno contrapposto all'interno, le valli e i picchi che si contrappongono tra loro irriducibilmente, l'ingiustizia, il bene e il male.
Sì, il nostro mondo esteriore è fatto così e non è modificabile in questa sua struttura profonda: al giorno seguirà sempre la notte, la nascita porterà inevitabilmente alla morte, la malattia farà da controcanto alla salute. D'altronde questo mondo è quello che è, né giusto, né sbagliato.
Se non possiamo fare nulla per modificare il reale, possiamo però cambiare la nostra prospettiva interiore e il modo di rapportarci ad esso.
Si tratta di fare una scelta di consapevolezza e modificare il nostro atteggiamento, il punto di vista: il mondo rimane allora quello che è nella sua perfetta imperfezione, lo accettiamo totalmente lasciando che la realtà si dispieghi liberamente senza cercare di cambiarla.
Così invece di combattere contro quello che non ci piace, che ci provoca fastidio, rabbia o paura scegliamo consapevolmente di unirci a questa scomoda realtà.
Alla fin fine, ci sono due atteggiamenti possibili: la contrapposizione o l'unione.


1 - Contrapposizione

COSCIENZA <--------> REALTA'

2 – Unione
(Non-contrapposizione)

Nel primo caso quando seguiamo la contrapposizione rimaniamo chiusi, contratti, divisi e alimentiamo stati d'animo come depressione, rabbia e paura; lottiamo, entriamo in contrasto e contribuiamo alla separazione e disarmonia nel mondo.
Invece, quando scegliamo di unirci, il nostro cuore rimane aperto e disponibile, dice di si e ci troviamo nella pace nonostante la presenza di difficoltà.
Vediamo degli esempi nella tabella sottostante:
CONTRAPPOSIZIONE
UNIONE
polarità
unità
relativo
assoluto
o/o
e/e
io e tu
noi
paura
amore
confini/delimitazioni
libertà
lotta
armonia
separazione
Unione

Passiamo ora all'Aikido, se vogliamo seguire la seconda via, quella dell'unità, così come insegnato dal maestro H. Tada (sulla scia degli insegnamenti del Fondatore, Morihei Ueshiba), occorre “creare un sé che non si contrappone” dal quale nasce, naturalmente un movimento assoluto. Tutte le barriere scompaiono e la libertà e l'amore si sostituiscono alle differenziazioni e alla paura.
Ecco che la lotta per la vittoria e la sopraffazione degli avversari si trasforma in aiki cioè unione con l'altro.
Uke e tori diventano come Shiva-shakti dell'induismo o lo yin e lo yang del tao, che si sostengono reciprocamente in un mutuo abbraccio che crea il Tutto.
Questo Sé che non si contrappone nasce da uno stato interiore di pace e di connessione con il proprio Vero Io per raggiungere il quale la pratica di anjodaza (vuoto mentale) e del pranayama (esercizi di respirazione), risultano centrali. Da questa condizione di non-lotta scaturiscono le meravigliose tecniche dell'aikido che trovano la loro origine nello spazio sacro dello Spirito Universale.
Siamo allora liberi nel senso più profondo, interiore perché avendo rinunciato alla contrapposizione e alla illusione della separazione, viviamo in una condizione di unità, fratellanza e connessione con il Tutto.
Allora i nostri movimenti acquistano libertà, chiarezza e potenza.
Fabrizio Ruta

3 commenti:

  1. Grazie a Fabio per la segnalazione.
    Grazie ;-)

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  2. Bella iniziativa... penso di visitarvi spesso! Ad maiora! Luigi Ghiselli

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