Nel nostro dojo si seguono gli insegnamenti del Maestro Tada Hiroshi, IX dan, Direttore Didattico Aikikai Italia e allievo di O'Sensei Ueshiba Morihei.

venerdì 16 dicembre 2011

Un sè che non si contrappone

ONDE THETA( La foto di questa stupenda scultura, trovata in rete, è liberamente disponibile.Complimenti alla persona ( a me sconosciuta ) che la ha realizzata ).

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A chi ha seguito l’ultimo stage di Roma del M° Tada, non sarà certamente sfuggito il concetto più volte ripetuto del “ non contrapporsi “.

Non contrapporsi ad uke, alla vita ed alle sue difficoltà, alle malattie o a tutto ciò che ci risulta sgradito.

Se questo è un concetto difficile da digerire nella vita di tutti i giorni, ancora di più lo è per la pratica di un’arte marziale.

Il primato dell’Aikido, inteso come Via che permea tutta l’esistenza del praticante, balza allora in tutta evidenza.

Ecco quindi un breve post del M° Ruta sull’argomento:

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BREVE INVITO ALLA PRATICA DELL'AIKIDO

Nella pratica dell' aikido occorre non opporsi all'attacco - inteso sia come uke, che come la sua intenzione aggressiva – ma unirsi ad esso.

Agli occhi di un principiante o di un inesperto tutto questo sembra assurdo perché nella concezione comune si è convinti che occorra contrastare l'avversario, vincerlo, sottometterlo.

L'errore in questa visione è l'idea che l'altro, uke, il nemico, l'aggressore siano fuori di noi e siano “cattivi” (ciò sottintende che noi, invece, siamo buoni e giusti).

Questa è però una falsa prospettiva perché tutto quello che ci contrasta e ci da fastidio (dal nemico dichiarato, al politico del fronte opposto, alla malattia che ci disturba) sono una proiezione esteriore del nostro mondo interiore.

Nella psicologia ciò è definito “proiezione” (cioè traferire su di un altro le nostre ombre personali).

Nel cristianesimo “guardare la pagliuzza nell'occhio del prossimo invece che la trave conficcata nel nostro”.

Si tratta in altri termini di prendersi la responsabilità della nostra vita e delle nostre scelte piuttosto che accusare il mondo per la nostra insoddisfazione.

Come fare ciò?

Beh è semplice: venite a praticare l'aikido!!!!

F. Ruta

3 commenti:

  1. Roberto Tartaglione17 dicembre 2011 23:25

    Si tratta sicuramente, cito testualmente wikipedia, del:"Parco di Vigeland o Parco delle sculture è un'area all'interno del Frognerparken di Oslo dedicata all'esposizione permanente di sculture, bassorilievi e opere in ferro battuto dell'artista norvegese Gustav Vigeland."

    Il nome del fotografo è purtroppo sconosciuto.

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  2. Grazie Rob, poi mi dici come hai fatto a trovare l'info... ci eri già stato o conoscevi l'opera?
    Ciao e Buona Domenica.
    Sal.

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  3. L'Aikido l'arte del non contrapporsi. Aggiungo che da parte mia, un aspetto che mi ha lasciato piacevolmente sorpreso, ripreso l'altra sera dal M° Ruta, durante la pratica dell'Aikido, è l'apparente dicotomia tra la condizione del nostro corpo (NO) e quella mentale del non contrapporsi (SI).
    Il corpo espande la sua energia in maniera negativo o positiva e quindi un non contrapporsi non solo con la mente ma anche con il corpo ? Credo di sì, portando giovamento anche al nostro fisico.
    Ritornando a questo post non posso che notare lo studio del M° Ruta dell'Aikido come strumento per migliorare la nostra quotidianità. Molto difficile.
    Nicola
    P.S. piero niente post ?

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